venerdì 6 febbraio 2009

Il femminile dell'essere


Il femminile dell’essere – Per smetterla con la costola d’Adamo
di Annick de Souzenelle

“Gioisci Maria, piena di grazia”
canta Gabriele, l’angelo che scende ad annunciare a Maria la sua maternità verginale: è il primo saluto del cielo alla terra che troviamo nei Vangeli”
“So che sei bella”
esclama Abramo magnificando la sua sposa Sara: la prima parola rivolta da un uomo nella Bibbia.
Bellezza, pienezza di grazia, maternità, “gloria dell’uomo” dirà san Paolo, ma anche, più sottilmente, gloria di Dio. Questa è la donna che vorrei celebrare in queste pagine, io stessa donna colma di tanta riccheza, e talvolta tanto sofferente da non potermi esprimere!
Dicendo questo prendo subito in esame tre livelli del femminile:
- la donna che io sono sul piano biologico;
- il femminile, “altro lato di Adam” quello dell’interiorità dell’uomo e della donna....
- ma anche l’intera umanità (uomini e donne) femminile rispetto a Dio.
L’umanità è la gloria di Dio che il Verbo pone al vertice della creazione nel “Tu” nato dal suo “Io” divino fin dalla prima lettera del Be-re’sit, il libro della Genesi, cosiddetto in ebraico dalla prima lettera che lo compone e che, secondo la tradizione, contiene tutta la Torah. A sua volta la prima parola affida il suo segreto alla prima lettera, la bet. La lettera Bet apre e comprende tutto il libro sacro. E’ il “Tu” originato dalle labbra divine come un seme d’amore...
Prima lettera del Be-re’-sit, mistero del creato, quello dell’umanità, la tradizione ci dice che è nata dal nulla, in ebraico me ayin. Questo è il primo nome divino rivelato, l’ultimo punto di una contrazione, di un’abnegazione totale di colui che si fa nulla perché l’altro sia...ritiro amoroso dell’Uno il cui seme fonda l’altro...Il suo seme, il suo nome, si dà una “casa” (questo è il significato della parola bet e ciò che il suo primo ideogramma disegna).
Casa del seme di Elohim è la figlia (bat), gravida del santo Nome che è chiamata a prtare in gestazione; nome che nel centro di lei è simbolizzato dalla lettera yod...


Annick de Souzenelle indaga il lato femminile dell’essere rileggendo i testi sacri alla luce di una prospettiva teologica in grado di cogliere la verità profonda che in essi si cela. Ad esempio la lettura del versetto del sesto giorno della Genesi
“Elohim crea Adam nella sua immagine, nell’immagine d’Elhoim lo crea, maschio e femmina li crea”
troppo spesso è stata fatta secondo categorie puramente animali che, proprio perché non supportate da uno sguardo spirituale, hanno creato solo equivoci intorno al principio femminile, ridotto ad identificarsi con la “femmina” in senso biologico. Scrive perciò l’autrice: "questo versetto si applica ad un’altra dimensione del creato, quella di ordine ontologico che ogni Adam porta in sé...l’Adam è femminile rispetto al Padre divino il quale senza rompere l’unità divina, si rivela maschio rispetto al creato. Ma,come immagine, questo Adam è a sua volta maschio rispetto alla femmina che egli è dentro di sé"
Annick de Souzenelle interpreta l’essere e tutto il creato alla luce di un reciproco incessante rapporto d’amore tra un Io maschile che semina e un Tu femminile che accoglie e dà alla luce il frutto, dove ogni Io ha dentro di sé un Tu, un lato femminile (ciò che sa farsi indietro perché l’altro sia). E ogni Tu allo stesso modo reca dentro di sé la forza dispensatrice del seme dell’Io. In questo senso Adamo ed Eva sono davvero della stessa carne, spiritualmente simili in tutto e per tutto, ferme restando le differenze biologiche che possono comportare ruoli e funzioni sociali differenti.
“Per smetterla con la costola di Adamo” recita il testo, il quale non per questo si può definire un libro femminista, benchè celebri in tutti i suoi aspetti la dignità, la bellezza e l’intelligenza della donna. L’autrice parte però dall’affermazione del valore della persona, maschio e femmina, ricorrendo alla tradizione delle Sacre Scritture e del mito religioso. Nel farlo si trova a sottolineare quanto sia fondamentale comprendere il principio femminile che partecipa dell’Essere (come Padre divino e come creato) tanto quanto quello maschile. Splendore, Gloria di Dio, del Cielo, della Terra e dell’Uomo.

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