domenica 17 ottobre 2010

"Il libro degli haiku bianchi" di Nadia Agustoni

da qui

Parole scritte con il tocco lieve di una piuma, oppure con la punta di un diamante:  gli haiku. Perché la bellezza accarezza e ferisce.
Gli haiku di Nadia Agustoni (Il libro degli haiku bianchi, ed. Gazebo Verde, 2007) sono bianchi. Ricami d'acqua tenuti sospesi da uno sguardo ansioso di vita vera, strappata al  labirinto in cui si ha solo l'illusione del divenire. Sottratta a uno spazio morto senza trasformazione.

diciotto
Ciò che ci tormenta!
Ciò che non è
ci illude.

Vita vera. Via dall'opacità della parola che copre il silenzio e non lo cova come dovrebbe. Via dalla parola che non sa farsi rivelazione, epifania  dell'essere. Via dal dire mortifero che ci dissangua.

diciassette
Com'è atroce non rivelarsi!
Copio il rumore
parlando.

Vita vera. Riconsegnata all'animale della favola tanto più saggio di noi. Perfezione senza superbia. Splendore inconsapevole. Canto d'allodola.

trentatrè
L'uccelletto sa
che la legge del volo
è l'equilibrio

Vita vera. Fatta di gesti lenti, francescani. Uno spogliarsi che libera il boccio.

Venti
Sono vicina a credere
al fiore che si apre,
non a grammatiche

E tuttavia la poesia non è delle creature semplici, senza mythos e senza logos. Ma del "coso con due gambe" dei versi di Gozzano. Alla donna e all'uomo la gloria e il peccato di affacciarsi sul "dopo". Rilkianamente potremmo dire ("e dove noi vediam futuro lui -l'animale- vede invece il tutto/ e in quel tutto se stesso e salvo sempre",  R.M Rilke, Elegie duinesi, trad. di E. e I. De Portu, Einaudi)

Venticinque
Ma ogni radice
non sa che la terra...
il significato è dopo

Gli haiku bianchi di Nadia Agustoni dicono che verità e bellezza non seguono strade separate. Anzi, per uno sguardo che osa l'innocenza, coincidono.
Questo è un libro che è un dono. Leggetelo e, vi prego, donatelo.

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