sabato 18 giugno 2011

Persuasori di morte, di Roberta Borsani



E' prevista per lunedì 20 giugno l'uscita del mio secondo romanzo, Persuasori di morte, edito da Oge, nella collana Neroleandri, diretta da Marco Beck

Da una palude nei pressi di una cittadina della provincia piemontese riemerge il cadavere di una ragazza uccisa con un colpo d’arma da fuoco. Tormentata da gravi problemi psicologici, Fiammetta Uslenghi poteva contare solo sull’amicizia di un giovane prete, don Gabrio, e di sua sorella Miriam, donna dal fascino enigmatico e dal passato ambiguo. A indagare su quel caso di omicidio è il commissario Realis, un cinquantenne appassionato di letteratura e di floricoltura. Numerosi indizi lo costringono, suo malgrado, a incriminare il sacerdote. Ma nella sua mente si addensano crescenti perplessità: le indagini procedono con una linearità fin troppo consequenziale, fra testimonianze e coincidenze che sembrano obbedire a un piano diabolico, a una tenebrosa congiura ordita per annientare don Gabrio. All’insaputa di Realis, in effetti, un misterioso Principe conduce, insieme a complici celati dietro maschere ed epiteti emblematici (il Filosofo, l’Artista, l’Abate…), un “Grande Gioco” che consiste nello scegliere una vittima predestinata e metterla in una situazione talmente disperata da non consentirle altra via d’uscita che il suicidio. Sulla sua reazione, sulla sua capacità di resistenza alla pressione, sull’esito della sua discesa agli inferi i “persuasori di morte” fanno scattare – ulteriore perversione – le loro scommesse, inebriati dalla sensazione di esercitare un potere assoluto sul destino di una persona. Che è appunto, nella fattispecie, il sacerdote. Tra il commissario, convinto della sua innocenza, e le forze occulte del Male si apre così uno scontro rabbrividente, che non potrà risolversi senza qualche sconfinamento nel soprannaturale.

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