lunedì 19 dicembre 2011

Ma i cani non sono angeli


Fiocco rosa in casa mia. Domenica 4 dicembre è arrivata Rosita, una cagnolina di circa tre anni affamata di tutto, particolarmente di coccole. Salvata in extremis, almeno così mi hanno raccontato, da due guardie forestali nella campagna di Isernia: qualcuno l'aveva seppellita viva!
Mi sono documentata sul tema. Ho scoperto che a cani, gatti e perfino maiali capita di finire seppelliti vivi molto più spesso di quanto si potrebbe pensare. Soffocare gli animali nella terra in certe regioni, soprattutto in Campania, è diventato un gioco capace di appassionare adulti, ragazzi e bambini. Anche imprigionare un animale di piccoli dimensioni in un buco dell'asfalto e aspettare che ci passi un' auto sopra è un gioco.
Mi stupisce che Rosita non abbia sviluppato per gli esseri umani un odio tale da tentare di sradicarne la razza a colpi di morsi. Evidentemente lei non è razzista, ha imparato a distinguere individuo e individuo. Sono pur sempre uomini quelli che l'hanno salvata e poi accudita, curata, ospitata.
Io guardo i suoi occhi nocciola, la sento tremare di emozione e gratitudine quando torno a casa. Fuori da ogni retorica mi accorgo che quella in cui vive è l'altra dimensione in cui non c'è menzogna, ipocrisia, opportunismo. Dico fuori di retorica perché so benissimo che la sua sfera è un po' più in basso della nostra: nessuna idealizzazione disneyana della natura animale.
La dimensione in cui vive Rosita è quella dell'istinto. La sua sincerità nasce dell'incapacità di calcolare entrate e uscite, di meditare piani e raggiri nascondendo le emozioni.
La libertà spirituale, premessa di ogni virtù, che può rendere le creature "deiformi" (per usare un'espressione bonaventuriana) sta molto più in alto, dove (forse) stanno gli angeli. Ma i cani non sono angeli. I cani sono meno degli uomini.
Eppure, quanto vorrei avere per amici tanti cani come Rosita in questi giorni. Perché da un po' di tempo le persone sembrano ritagliate con la carta vetrata. Non trovo dolcezza in loro. La crisi economica, in cui i nostri politici hanno così mal guidato, ha ucciso la loro già fragile umanità. Domina la paura. I ricchi pensano solo a godersi i loro privilegi, terrorizzati dall'idea di perderli. I poveri ovviamente si rodono, ed è naturale. Lo spettacolo dell'ingiustizia rende peggiori se lo spirito non elabora la rabbia in un progetto di equità sociale e giustizia politica per tutti.
In televisione vedo solo potenti che deridono e umiliano il popolo che soffre (la esponente di destra per cui lo stop ai vitalizi è "istigazione al suicidio" fa impressione), e nuovi poveri che rivendicano senza speranza, con la voglia di maledire.

Ho capito. Rosita, ancorché maltrattata, può restare naturalmente buona, affettuosa, ritrovando perfino fiducia nell'essere umano se quest'ultimo le fa dimenticare il male ricevuto. Ma l'uomo, se lo spirito non lo soccorre, non ha la stessa capacità di restare naturalmente buono. Perché non è un essere compleamente naturale. Non può esserlo. Non riesce a scordare le offese, che restano aperte e sanguinanti come vecchie ferite. Non è mai completamente dentro la realtà. La sua testa è piena di ideali e sogni e rimpianti con cui la realtà si misura e davanti ai quali è sempre deludente. A meno che... a meno che non decida di andare all'origine della delusione e del dolore. Cogliendovi la possibilità di un rinnovamento radicale.
Cambiare il sistema, oggi, sarebbe la cosa migliore, anche se comporterebbe tante rinunce. Costruire un sistema non più dominato dalla legge del profitto e ritrovare il vero scopo della politica, che è l'arte di fare il bene comune. E il bene comune non è il conto in banca. Non sono gli yacht. Non sono i viaggi a Cuba o in Australia. Chi vuole tutti questi privilegi paghi quanto gli spetta. Gli altri abbiano un lavoro, un posto gradevole in cui vivere, luoghi d'incontro e di condivisione. Scambi in cui né l'uomo né la comunicazione sono merce. E poi solidarietà, ascolto, comprensione. Senza invidia sociale per i ricchi. Gente che ha bisogno di tanto (tutto!) per avere ciò che si potrebbe (in un mondo più giusto) avere con poco.

5 commenti:

  1. una considerazione calzante, lucida e realistica di due cancri della nostra società: i nostri (ahimè) governanti e la crudeltà sugli animali. grazie.

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  2. Grazie anche a te, Claudia. E buon Natale.

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  3. ciao sono crisitna da anni mi occupo di adozioni
    consapevoli di animali...e nel tempo nn mi sono ancor data pace per la crudeltà umana...gli animali amano e basta nn importa se esi blla bn vestita famosa....e molti che ho adottato provengono da storie di maltratamenti terribili...ma come la tua piccola hanno mantenuto intatto il loro spirito d'amore.....
    gli animali nn sono regali da fare ....ma esseri che noi scegliemo di far entrare nella nostra vita....con il diritto di essere accuditi amati sempre.....ciao

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  4. "Balla coi lupi" non era granchè come film, ma c'è quella scena in cui un indiano, vestito da scout, dice a Costner, riguardo al lupo:" ci vedono tirare sassi... accendere fuochi... siamo i loro dei"

    bè, ecco, mi è rimasta in mente questa frase

    auguri

    da

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  5. Siamo i loro dei...ci ho pensato anch'io a volte.

    Auguri a da e Kriss.

    Auguri a tutti.

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