venerdì 5 ottobre 2012

Ildegarda di Bingen, grande madre dell'Europa cristiana


Il 7 ottobre viene dichiarata dottore della Chiesa Ildegarda di Bingen, che si aggiunge a Caterina da Siena, Teresa d’Avila e Teresa di Lisieux, già proclamate da Paolo VI e Giovanni Paolo II. Non solo è importante e significativo che la pattuglia dei Dottori della Chiesa di genere femminile si arricchisca ancora di una protagonista, ma sono importanti le qualità e le caratteristiche di questa new entry: se infatti i motivi per cui le tre precedenti sante erano state considerate degne di questo titolo erano di carattere mistico, per Ildegarda è diverso. Ella unisce alla conoscenza mistica quella razionale e scientifica – la vastità del suo sapere è paragonabile a quella del quasi contemporaneo Avicenna, dal momento che comprende la cosmologia, l’antropologia, l’etica, la medicina, a cui si aggiunge il dono della musica e della poesia — come avviene per quasi tutti i Dottori della Chiesa di genere maschile. Inoltre, e questo resta eccezionale per una donna, come aveva già fatto Caterina, Ildegarda aveva svolto cicli di predicazione nelle chiese della valle del Reno, sia in latino per il clero che in volgare per il popolo, per scongiurare il dilagare dell’eresia catara.

Anche Ildegarda, quindi, era stata spinta ad attraversare i confini che la società del tempo imponeva alla presenza femminile dall’urgenza di aiutare la Chiesa in un momento difficile: lo avevano fatto ugualmente Caterina, intervenendo e scrivendo lettere di fuoco per favorire il rientro del Papa da Avignone, Teresa d’Avila che aveva riformato la vita claustrale femminile e proposto un cammino mistico nuovo nel momento complesso della ricostruzione della cultura cattolica dopo la Riforma, Teresa di Lisieux quando ha percorso la strada del buio agnostico per comprendere meglio la tragedia della secolarizzazione e trovare una via nuova per scongiurarla. Tutte le donne Dottori della Chiesa hanno quindi contribuito a salvarla in momenti difficili, hanno aiutato la sua ricostruzione e hanno inciso profondamente nel rinnovamento culturale che questa comportava. Per loro non è stato facile: se per i santi è sempre difficile farsi ascoltare e in un certo senso farsi riconoscere, senza dubbio lo è molto di più per le sante, che devono vincere anche la diffidenza e il sospetto con cui vengono guardate da molti perché donne.

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(articoli di Lucetta Scaraffia, Giulia Paola di Nicola e Attilio Danese,Rosita Copioli)

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