giovedì 12 dicembre 2013





"E sempre più sottili e trasparenti
diventavamo, sempre più staccati
dal mondo intorno a noi, ch'altro non era
che un gran deserto. Ho detto che ogni cosa
appariva per noi irriconoscibile;
pure, devo correggermi, una cosa,
la più importante, non era mutata.
L'amore che da giovani ci aveva
congiunti e accompagnati nell'età
di un nodo ancor più forte ci stringeva
su quell'ultimo istmo dell'esistere
ormai accerchiati dalla morte. puri
eravamo ed estatici, ma sempre
un uomo e la sua donna, necessari
l'uno all'altro, reciproco sostegno
e gioia, e il senso d'imminente fine
sempre ci rendeva uniti. 'Come
verrà?' ci chiedevamo qualche volta..."

"... ma non v'è addio. La voce
delle tue fronde e delle mie continua
perennemente il dialogo. Non era
molto più articolato il mio linguaggio
quando potevo parlarti. Ed un moto
m'anima ancora come m'animava
nell'umile mia vita. Quando il vento
scompiglia e tende i nostri rami, tanto
che le mie e le tue foglie come mani si sfiorino,
nella mia linfa sento ancora il palpito
che m'invadeva umana al tuo appressarti -
o immensamente amato, tu per sempre
amato, mio Filemone."

Margherita Guidacci, da Il buio e lo splendore, 1989

16 commenti:

  1. proprio oggi, non ci crederai, mi stavo leggendo delle cose sue stampate tempo fa, Pensieri sulla scrittura, di Valter Binaghi...che trovo molto utili.
    ogni tanto incontro i suoi pensieri, me li trovo tra le cose che conservo, preziose come la scuola di Agostino.

    era una personalità forte ...

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  2. un caro abbraccio a voi,
    roberta

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  3. «... In sogni separati, anzitempo, si è dovuto morire, fissando invano il giusto, che diviso traspare appena...»

    Ennio Abate

    ciao Roberta, buon Natale.

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  4. Testo un po' criptico, ma si viaggiava per associazione.
    Buon anno ,
    roberta

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  5. Ciao Roberta, buon anno.
    Mi è appena arrivato in libreria il Blackjack, e come sempre, mi diverte e mi fa riflettere. Ciao anche ai ragazzi.

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    1. Buon anno e tanti saluti da Francesco e Alice,
      un abbraccio,
      roberta

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  6. Auguri a te e ai tuoi cari anche da parte mia.
    Ho letto e amato in questi giorni Sangue del tuo sangue.
    Grazie per questo tuo lavoro.
    Maria Luisa

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  7. Già. Ma questo mi fa pensare con più forza che esistano davvero certi fili misteriosi per di qui, per di là...e che quello che separa sia la vera illusione.

    Ti abbraccio con affetto. R.

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  8. Forse.
    Penso che sia importante non chiudere, non chiudersi, fidarsi della vita e andarle dietro anche quando, per farlo, sia necessario scrollarsi di dosso secoli di pensiero e anche di luoghi comuni, per cercare dell'altro, che nessuno, prima di noi, ha avuto occhi per vedere.

    Scusami, mi accorgo che ti scrivo cose talmente generali da essere inutili.

    Perdonami. Prendi le mie "prediche" come una carezza, nulla di più.
    M.L.

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  9. Non sono affatto inutili, anzi. E' che siamo così imbevuti di secoli di sensismo e di utlitarismo che non sappiamo come fare. E non ci sono maestri, non ci sono guide. Io cerco nei libri e qualche volta incontro persone illuminanti, che sono passate via come un soffio e il mondo se n'è appena accorto. Margherita Guidacci è una di loro. I suoi versi mi riempiono. R.

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  10. Il mondo non le comprende... Ma chiunque abbia mai amato davvero, sa che la realtà dell'Amore è più essenziale e vera di "quello che separa"... E' la realtà a cui alludono i poeti ed è testimoniata dai santi. L'amore rende lo sguardo più limpido, alcuni "segni" diventano chiari solo per noi. E' amando che si "incontra" la persona amata, nella realtà di tutti i giorni, anche se a volte si teme di averla perduta per sempre. Del resto se Dio è eterno si farà vivo, in qualche modo, anche in questo frammento di tempo che è la nostra vita... Filippo

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  11. Mi colpisce, Roberta, che tu dica: "Non ci sono maestri, non ci sono guide".
    Io non ho mai avuto consapevolezza di essere alla ricerca di una guida.
    Sono una grande lettrice. Una pessima lettrice, perchè passo in maniera disordinata da una tipologia di letture all'altra e spesso il ricordo di quello che ho letto dura solo fino alla fine del libro, poi si cancella.
    In questa specie di bulimia cerco qualcosa che mi colpisca, o qualcosa da condividere con altri o forse la costruzione di un ruolo (anche a casa, nella mia famiglia di origine) che la mia intelligenza fragile rischia di non farmi meritare.
    Non ho mai pensato però di cercare una guida.
    Vivo con la sensazione di essere guida a me stessa.
    Il "me stessa" che mi giuda è quello che rimane dopo che ... ho dimenticato tutto, cioè ho parlato, letto, vissuto ma ho anche in qualche modo accantonato, assimilato, tanto da riuscire a vedere le cose "dall'alto" con una certa tranquillità.
    Hai voglia di spiegarmi meglio questo tuo desiderio di avere una guida, un maestro?

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  12. Sono Maria Luisa.
    Prima ho dimenticato di firmare.

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  13. Per me una guida qualcuno che aiuta perché "sa", ha fatto esperienza, ha meditato. E' ciò che all'inizio si presenta come un "lumicino lontano lontano" e fa uscire dal bosco. Altrimenti, o si fa sempre la stessa strada (e la guida è la strada), o non si sa mai quanto sia reale e quanto invece illusorio il proprio andare. Io ascolterei volentieri e magari (dopo ovviamente averci riflettuto) farei mie le parole di chi avesse a lungo frequentato le "soglie", ma non c'è nessuno che lo faccia più. I cosiddetti credenti dicono cose convenzionali davanti alla morte e alla perdita, imitano parole di vita eterna ma non ne trasmettono il senso, se loro lo avvertono non so.
    Trovo solo scrittori e le loro pagine. Gente del passato per lo più, gente morta. Ma in fondo anche Dante, nel suo viaggio, ha avuto per guida scrittori e gente morta. Forse può essere solo così.
    r.

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  14. Grazie, adesso ho capito meglio.
    M.L.

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