lunedì 12 maggio 2014

Danilo Arona ricorda Valter



Tre giorni all'inferno
di Danilo Arona

Nel luglio 2013 moriva un amico, lo scrittore Valter Binaghi, autore di splendidi romanzi e artista a tutto tondo, cantante e chitarrista di pregio. Non ho mai avuto occasione di dedicargli doverose righe di ricordo, ma sono pure uomo che più invecchia sempre più detesta la retorica dei “coccodrilli”.

Ripropongo allora alcune riflessioni, pubblicate all’indomani dell’uscita di quello che giudico un capolavoro tout court e nel quale Valter mi omaggiava di una citazione di cui andò sempre fiero. Titolo del libro uscito nel 2007, I tre giorni all’inferno di Enrico Bonetti cronista padano, edito da Sironi

Con l’amico Binaghi condivido aspirazioni a scendere alle massime profondità dell’Abisso, amore per il rock e persino qualche acciacco, e il suo libro è la più viscerale calata nel ventre molle, liquamoso, della merda maligna, il terrorismo della mente prima che della carne, sta intossicando psiche e anima del pianeta grosso modo da quando siamo transitati nel cosiddetto Millennio. Il libro non ve lo racconto, perché sarebbe un sacrilegio, e vi dico solo che c’è Satana (quasi in persona) che si balocca fra crimini rituali di provincia, orrori cosmici per nulla metafisici, esorcismi e antagonismo metallaro, personaggi criminali tanto grotteschi quanti veri e un giornalista di provincia, appunto il Bonetti.

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