lunedì 12 gennaio 2015

"...vi sono innumerevoli testimonanze della vocazione essenziale del viandante a un cammino che neppure la sua fine terrena può rendere compiuto. Tra esse, una delle più belle e delle più semplici ci è stata tramandata da Martin Buber, che le he conservato la sua forma d'apologo:

Un pio vide in sogno un maestro morto. Questi gli raccontò che dall'ora della sua morte, egli andava ogni giorno da un mondo a un altro. E il mondo che ieri era disteso come un cielo sopra i suoi sguardi, era oggi la terra sotto i suoi piedi; e il cielo di oggi era la terra di domani (...). Gli angeli riposano in Dio, ma gli spiriti santi camminano in Dio. L'angelo è immobile, il santo cammina. Perciò il santo è superiore all'angelo..."

da Luisa Colli, La morte e gli addii,  Moretti e Vitali editori, 1999